lunedì 27 aprile 2009

Carcere minorile Ferrante Aporti by Rebelot

SERVIZIO VOLONTARI CARCERE MINORILE "FERRANTE APORTI" - TORINO

Domenica 26-4-2009

Volontari presenti:
Rebelot - VIP Milano
Puzzolone - VIP MilanoPimpa - VIP Varese
Volpina - VIP Livorno
Zebra - VIP Torino
Tatà - VIP Torino
Ortensia - VIP Torino

Condivisione di Rebelot


Domenica mattina rifugio Rebelot
guardo la cartina di Torino... non ricordo la via ma il carcere sarà indicato... e invece no!!! ovviamente niente carcere sulle cartine, perchè il carecere non è esattamente un posto turistico e quindi prima domanda... perchè fare i turisti milanesi che durante una splendida giornata di pioggia si recano nella famosa località di mare chiamata Torino??? Boh... Puzzolone lo saprà e cosi parto, passo aprenderlo e insieme in autostrada e via. Un attimo dopo lasciamo Milano bloccata per la partita del Milan e i tanti tifosi rinchiusi nelle loro automobili, rinchiuse nelle stradine bloccate per poi andare a rinchiudersi in uno stadio, mentre i rinchiusi (quelli veri) farebbero di tutto per poter essere liberi di godersi anche una splendida giornata di sole... va bé... comunque partiamo.. e ticchetetac la pioggia va e così anche noi..

Domenica pomeriggio in macchina sull'autostrada...
mille domande... ma cosa andiamo a fare??? ma tu lo sai??? ma tu cos'hai portato??? e la risposta semplice e completa del Puzzolon.... io nulla, ho portato solo me stesso!!!!!

Domenica pomeriggio, viale Giulio Cesare a Torino...
vai di qui... vai di li, no era di là, ma che strana torino, ed eccoci qua... in un batter baleno arriviamo davanti al carcere e come una banda di marsigliesi vediamo gli altri compagni in macchina ad aspettarci... ci sono anche Aureola e Spillo a farci accoglienza e Aureola intona un Aloha e spillo ci dona una ghirlanda di fiori davanti al famoso aeroporto Ferrante Aporti delle isole Hawaii torinesi...

Sempre domenica pomeriggio alle 15e30 finalmente dentro!!!!
eccoci lì a parlare con i secondini... a quanto pare c'è stato un pò di casino e quindi il gruppo con cui avremmo dovuto giocare, non c'è e quindi giochiamo col gruppo accoglienza e in una meravigliosa palestra... non è all'aria aperta ma di aria ce n'è proprio tanta e anche fredda e così per scaldarci tutti assieme partiamo in cerchio e i ragazzi sono molto collaborativi... si ok... anche grazzzzie a Volpinas che va da ognuno di loro a tirarli dentro al gruppo!!!!
E così si parte con gioco... dopo un abbozzo di gioco per conoscere i nomi, cambiamo e giochiamo con Gustavo e Gianluigi... chiiii??? Gustavo!!!! e poi in sequenza la genialata di usare la pistola per giocare e ridere insieme e poi addirittura anche un bans a mille all'ora e un gioco di memoria con le palline... e poi il secondino che fa segno che è ora di andare... il tempo è volato!!!! Per noi e credo anche per loro che alla fine ci salutano e i sorrisi rimangono impressi sui volti, nonostante il cammino obbligato che li riporterà in cella...

Considerazioni: c'è stato molto ascolto tra di noi e anche, credo, delle esigenze dei ragazzi... giovani uomini proiettati in un mondo di falsi duri.
c'è stato gioco, energia, entusiasmo e semplicità... e questo ha scatenato la magia... per un'ora eravamo altrove, il carcere non può contenere un sorriso...
ci sono state anche dinamiche interessanti... per esempio quella che ha visto protagonista un ragazzo che si posizionava all'esterno del gruppo e che con la palla sparava certe cannonante all'altezza della testa... e che nel gruppo è rientrato perchè ha visto che c'era divertimento all'interno del gruppo!!!
Mi è capitato di andare altre volte in un carcere che al confronto sembra il club med!!! un carcere di adulti, mentre questi erano semplici ragazzi... e quindi anche alla ricerca del loro spazio e anche in attesa di accettare il loro nuovo cammino...
in conclusione direi molto emozionante... un servizio nuovo e diverso, forte anche per la dimensione del gruppo che si è sviluppata!!!!
Grasssssssie a tutti gli amici che hanno giocato e contribuito a questo bel pomeriggio giocoloso!!!!!
Grasssssssie per la generosità e per le parole della condivisione finale.... a ognuno per ogni piccola cosa e a tutti per il tutto creato assieme!!!!

Rebs... anzi Paolo

mercoledì 15 aprile 2009

Circostanza - ASAI - Joy Pride

Progetto Circostanza Asai- Relazioni 2009
06-03-2009

La Geppetto-mobile, detta Amelie, giunge nei pressi dell'Asai puntuale. Dopo aver spostato un paio di transenne, i vigili urbani ci fanno passare e così raggiungiamo il gruppo dei ragazzi di tutti i laboratori, gruppi e sport. Tutti si preparano per il grande evento, chi si trucca, chi taglia vestiti e carta crespa, chi prepara cartelloni, chi si allaccia i trampoli.
Smilzo, Maggiolina e Donji sono pronti, inoltre ecco i grandi Kasko e Ankio giunta apposta per l'evento. Dopo un'ora d'attesa durante la quale noi Vip abbiamo addobbato il furgone e sistemato il materiale al suo interno, siamo pronti per partire. Smilzo con l'amplificatore portatile a tracolla passa il microfono a Luca che scalda il gruppo e da le ultime direttive.
Donji è alla guida, i ragazzi sono caldi, molti hanno scelto di unirsi ai clown di Circostanza così “ospitiamo” anche ragazzi di altri laboratori, tutti truccati o non, comunque col naso rosso.
Via! La macchina dei vigili apre la sfilata, dietro il furgone Vip, poi di seguito altre due macchine. La musica non manca e nasi rossi con attaccati messaggi di gioia e amore sono pronti per essere lanciati e consegnati da tutte le parti.
In poco tempo le vie iniziamo a colorarsi, la musica, le urla, i balli, l'energia iniziamo a richiamare l a gente, che si affaccia dalle finestre, che balla davanti ai negozi e dentro i negozi. I ragazzi lanciano i nasi alle finestre, li regalano ai passanti che li indossano subito.
Qualcuno si chiede che succede, ma forse per qualche secondo, non importa chi, come quando e perchè, ci stiamo divertendo punto e basta.
Saremo circa duecento tra educatori, ragazzi, tirocinanti e volontari. Smilzo si ritrova quasi sempre in testa, vicino al furgone, lo affiancano in molti balli J., sierraleonese e I., ungerese. Non si conoscono neanche fra loro, ma importa poco. Ballano, saltano, cantando e coinvolgono chi passa a piedi e in macchina. Come se non bastasse Smilzo inizia a suonare tutti i campanelli che trova, facendo affacciare le persone.
Arrivati in largo Saluzzo, Smilzo e Luca si ritrovano rispettivamente e nuovamente con la cassa in spalla e col microfono in mano a far gridare la folla sotto di loro. Ebbene si sono saliti a casa di qualcuno. Una famiglia che ci ha visto e alla loro richiesta di salire, non ha detto no.
Maggiolina saltella, balla, canta a squarcia gola poco dietro al furgone, con lei le ragazze e i ragazzi dei gruppi del lunedì e del mercoledì.
Il corteo colorato e danzereccio tra balli e musica a tutto volume, coinvolgimento dei passanti e della gente alle finestre arriva in piazza Madama Cristina. In poco tempo si forma un grande cerchio, un grandissimo cerchio nel quale è difficile riconoscere chi sta dall'altra parte. Luca dovrà usare il microfono per farsi sentire e per far urlare ogni singolo gruppo presente, dalle tirocinanti, ai volontari, ai gruppi sportivi, ai clown di Circostanza, al gruppo del martedì e via dicendo.
Siamo tutti in cerchio e a turno si esibiscono l'uno per l'altro, balli, bans e per finire un applauso forzuto che solo i clown di Circostanza sanno fare . Così l'applauso forzuto più grande nella storia è qui in pizza Madama Cristina al Joy Pride.
Finiamo con un rito programmato e pensato durante tutta l'organizzazione. Un telone bianco lungo viene posto per terra e alle estremità due bacinelle di vernice rossa pronte per essere svuotate. Così ognuno potrà dire la sua sul telone, mettendo la propria firma, ossia la mano, la propria impronta rossa.
Così in cinque minuti si crea il delirio, un delirio comico, dove tutti corrono, toccano il telone, lo dipingono, sistemando a turno le impronte cercando di non coprire le altre. E poi i colori finiscono sui visi, i ragazzi si rincorrono cercando di far diventare rossi i compagni.
Di qualunque colore sia la tua faccia, stavi, stai e continui a sorridere, mentre torni a casa, mentre pulisci piazza Madama Cristina, mentre porti il telone all'Asai, mentre fai due chiacchere con la gente che è ancora rimasta in giro carica di energia.
Un grande evento per San Salvario, sicuramente da ripetere, con poche cose da portare. Basta della musica, qualche vestito colorato e tanta voglia di fare, di contagiare, di trasmettere allegria a te, a chi ti sta intorno, a chi ti balla intorno, a chi ti guarda dalla finestra e forse vorrebbe essere giù con te.
Grazie Asai, grazie clown Vip e grazie Circostanza, grazie a tutti coloro che si sono stati a tutti coloro ORGOGLIOSI DI ESSERE FELICI

martedì 20 gennaio 2009

Ferrante Aporti - Sezione femminile

Circostanza - Carcere Ferrante Aporti Torino - Sezione Femminile

martedì 20-1-2009

Operatori: Aureola - Geppetto
Tirocinante: Farfuglia

Relazione di Aureola

E’ rientrata St. era uscita dopo Natale e dopo nemmeno un mese è di nuovo a Ferrante. L’abbraccio, la vedo provata, con gli occhi gonfi di lacrime, molto depressa. Cerchiamo di tirarla su di morale e Geppetto riesce a coinvolgerla in un paio di partite a Memory. Poi si siede e inizi a piangere. Le vado vicino, mi chiede di sedermi e mi racconta la “sua storia”: era tornata a casa, nel suo campo rom, domenica la madre le chiede di andare a fare la spesa e le dà dei soldi. Mentre sta per uscire le telefona la moglie del cugino e le chiede di andare a casa sua per guardarle i bambini (in un altro paese). Lei prende il treno e va. Quando arriva dalla cugina vede che tutti scappano e scappa anche lei e… l’arrestano. La cugina, a suo dire, aveva nel reggiseno dei soldi mentre lei aveva solo i soldi della spesa…La storia regge poco… e lo sappiamo sia io che lei, comunque cerco di farla uscire dalla depressione e di farla ridere. Le chiedo cosa ha fatto una volta tornata a casa, ma la sua risposta è che ha pulito casa, è stata con i suoi fratelli (sono 8 figli) e con sua madre. Le chiedo se ricorda un bel posto dove le piacerebbe tornare e mi risponde che si ricorda il lungomare di Pegli, dove andava con il suo fidanzato. Passiamo all’argomento cinema, e mi dice che un film che le è piaciuto è stato Titanic. Ma poco dopo mi chiede di andare in bagno e quando torna piange di nuovo.E, tra una lacrima e l’altra mi dice: “Sono sta fuori meno di un mese… Ora non mangio più, piango sempre”.Le faccio notare che se è di nuovo dentro un motivo ci deve essere e lei mi risponde: “Va bene, faranno il processo e se il giudice mi crede esco, altrimenti sconto la pena e poi esco”.Le dico che è esattamente così che deve prenderla perché anche se può un po’ sfogarsi e piangere, non mangiare e continuare a stare così non le abbrevierà la pena. Le dico anche che può sfruttare questo momento in carcere per imparare qualche lavoro da fare quando esce. Mi dice che quando è uscita voleva un lavoro come donna delle pulizie ma l’assistente sociale le ha detto che fino a 18 anni non può lavorare.In ogni caso, parlando si sente meglio e qualche sorriso le scappa.Invece De. è innamorata, dalla festa di Natale è nato un grande amore con Al. un ragazzo che sta al gruppo “Dimissioni”, in procinto di uscire.Pare che si scrivano e che anche lui si sia innamorato. Lei gli ha scritto 4 lettere e lui 3. Scriviamo insieme una lettera che domani, se lo vedrò, darò ad Al.De. È una ragazza molto solare, simpatica, con un bel sorriso e tanta voglia di fare. E’ rom rumena, a differenza di St. e dell’altra ragazza che sono entrambe rom slave di provenienza serba.Con me inizia a provare a giocolare con le palline e prosegue poi con Geppetto con gli anelli che riesca a lanciare correttamente un paio di volte.Lei sa che il “suo ragazzo”, Al. è molto bravo a giocolare, lo ha visto in spettacolo a Natale e le piacerebbe imparare bene anche lei l’arte circense.
Arriva l’agente, le ragazze vanno a fare merenda e noi usciamo.

venerdì 19 dicembre 2008

Circostanza dalla scuola al carcere

Qui l'equipe Circostanza a Torino che vi scrive (Geppetto, Maggiolina, Smilzo, Aureola) per raccontarvi la giornata Circostanza di ieri.

Torino, giovedì 18 dicembre 2008.

CIRCOSTANZA SCUOLA
Iniziamo la giornata alle 8.5 alla scuola media di Nichelino (TO), dove i ragazzini del progetto CircoStanza ci aspettano in trepidante attesa, oggi infatti, avevamo preannunciato loro che ci sarebbero state le verifiche sul lavoro svolto in CircoStanza da ottobre ad oggi.
La scorsa lezione avevano provato le varie "entrèe" e il numero che ciascuno di loro avrebbe portato come verifica.

Dopo un esercizio di riscaldamento si inizia Circostanza con il "rito del telone circense": i ragazzini sanno che tutti insieme prenderemo il telone e lo sistemeremo al centro della sala, quindi ci si metterà in cerchio e ognuno prnuncerà il proprio nome clown infilandosi il naso rosso. Ogni volta a questo rito aggiungiamo un'altra sequenza, per abituarli pian piano a mettersi in gioco e a stare in scena con attenzione.
Oggi la sequenza è: naso+nome clown+un verso di una poesia o di una favola o di una filastrocca.

E viene il momento dello Yoga: quest'anno abbiamo introdotto nel progetto Circostanza Scuola un breve parte in cui insegniamo posture yoga e il rilassamento seduti ad occhi chiusi, nonché l'attenzione al respiro. I ragazzini sono tutti meravigliosamente silenziosi, attenti, eseguono le asana (posture yoga) con maestria e attenzione: il Saluto al sole, l'albero e il rilassamento con attenzione al respiro).
Non si sente volare una mosca.
Siamo emozionati a vederli così tutti, persino i più discoli.

Quindi diamo il via alle prove per 15 minuti.

La giuria composta da Maggiolina, Geppetto e Aureola si prepara con le schede da compilare. Oggi ogni ragazzo/a avrà due voti: esecuzione artistica e condotta.
E' la seconda prova che fanno quest'anno, la prima è stata fatta ad inizio Circostanza ad ottobre, sotto forma di provino per i ragazzi che sono con noi da 1 o 2 anni per verificare cosa ricordavano di ciò che era stato fatto l'anno precedente. Abbiamo notato in quell'occasione e pure oggi che questo momento di verfica viene preso con molta serietà dai ragazzi.

Ed ecco in scena Super, un ragazzino di 12 anni sordomuto che non solo esegue il suo numero, ma che tenta nuove figure, cimentandosi in difficoltà di esecuzione nuove per lui. Ciccetto, un ragazzino spastico di 15 anni esegue il numero di flowerstick con attenzione e cura e riesce a non fare cadere il bastone. E così pure i ragazzini di 10-11 anni: PingPong, CikCiak, Er Cipolla, Smith, Smilzino, Stella, Pluto, Billo, Gigio, Pallina, Boing, TicTac, tutti eseguono con attenzione e alcuni con talento in erba il loro numero.
Topolina, una bimba di 11 anni non ha ancora imparato molto, è entrata da poco nel gruppo, ma vuole partecipare lo stesso e così entra in scena con la sua entrèe di passettini laterali, giro su se stessa e salto sul posto e, tenendo in mano una pallina, la lancia con attenzione e quando la pallina cade la riprende e prosegue il suo numero fino all'uscita impeccabile.
Micky Mouse un ragazzino con problemi psichiatrici è una vera rivelazione, non solo entra in scena con la sequenza esatta, ma esegue il suo numero di flowerstick con professionalità, il suo maestro di sostegno è commosso e stupito, per Micky Mouse questo è già un primo traguardo raggiunto.

E' stata veramente una grande soddisfazione per noi e per i professori di sostegno presenti, vedere con quanto impegno i ragazzi hanno preparato e messo in scena il loro numero con un attrezzo scelto da loro (palline o flowerstick), mantenendo il centro della pista e osservando le entrèe come da consegna.
Terminiamo l'incontro consegnando loro il primo giornalino Circostanza scuola (vedi allegato) e donando una tavoletta di cioccolata, nostro dono di Natale per loro.
I ragazzini vengono tutti ad abbracciarci e baciarci, ci si rivede a gennaio!

CIRCOSTANZA CARCERE MINORILE "FERRANTE APORTI"

La giornata doveva ancora riservarci belle sorprese, oggi infatti c'è la festa di Natale al Ferrante.
Arriviamo al Ferrante alle 14.00, con noi oltre a Farfuglia (di VIP Reggio Emilia) che da qualche mese sta svolgendo il suo tirocinio con noi, ci sono Garabulà, anche lei tirocinante, Furia di VIP Alessandria, Pestifera e Frucci volontarie di VIP Torino.

Il tempo di sistemare il materiale, di vestirci, truccarci e dare un'ultima occhiata alla scaletta e si fanno le 15.30... ma i ragazzi detenuti ancora non scendono...
Alle 15.50 finalmente ecco prima le ragazze e subito dopo i ragazzi.
Alle 16.00 si inizia!

Il nostro spettacolo prevede un TG edizione straordinaria perché nel mondo si è verificata una strana epidemia: la "circhite". Improvvisamente infatti, in varie parti del mondo i ragazzi manifestano una strana voglia di circo!
Ed ecco i servizi video (dietro al video: Furia, Pestifera e Frucci che mimano quanto dice lo speacker), mentre dalle varie località in cui si è verificata l'epidemia, gli inviati speciali (Maggiolina, Smilzo e Aureola) intervistano i ragazzi contagiati e fanno vedere cosa questi fanno
Ed ecco che tra un intermezzo e l'altro con notizie "bomba" di Farfuglia, gli inviati speciali portano sul palco da Casablanca: Yous. che esegue un esercizio di flowerstick seguito da una danza marocchina... e poi Smilzo porta sul palco Mat. dalla Sardegna che esegue un numero perfetto di kiwido.

Aureola e Garabulà conducono dalla Sicilia e dalla Turchia Ang. e Ere. che cantano la canzone più amata dai carcerati: "Dimenticare" di Francesco Begìnigno (http://www.youtube.com/watch?v=RDogHavZCiM). le coreografie ai nastri sono di Aureola e Garabulà.
A questa esibizione indimenticabile segue l'esibizione di Ere. di breackdance su musica "Funky regetton" di 50 Cents.
I due escono di scena con una perfetta ruota sulle mani.

Ed ecco il pezzo forte: dalla Romania Ali. e Smilzo presentano un numero parecchio difficile con gli anelli e passing.
Quindi Geppetto riesce a portare sul palco De. una ragazza rumena che esegue con lui un numero di lancio degli anelli ad occhi chiusi.
Si termina con una piramide a tre piani eseguita dai ragazzi.

Ma, le sorprese per i ragazzi non sono finite: Lo staff Corcostanza consegna loro gli attestati di presenza (per chi ha partecipato a Circostanza con costanza) e gli attestati con risultato "ottimo" a chi si è distinto artistcamente (Ali. e Mat.).
I ragazzi sono felici, avrebbero voluto essere chiamati sul palco per riturare gli attestai, ma non c'era più tempo, ma sono felici di essere stati nominati e di aver ricevuto un attestato di merito.
Chi non lo ha ricevuto ci ha chiesto come mai, e abbiamo spiegato che gli attestai sono stati dati a chi veramente si impegna ad ogni incontro e partecipa all'atività di circo apprendendo arti circensi.
Fanno un cenno col capo per intendere che hanno capito e poco dopo tre di loro saliranno sul palco per cominciare a impararea giocolare.... A tutti i ragazzi è piaciuta l'esibizione dei loro compagni che è stata artisticamente notevole.

Gli applausi sono stati davvero tanti, il comandante si è complimentato con noi dicendo che è il primo anno che ad uno spettacolo c'è tanto silenzio, ascolto e partecipazione da parte dei ragazzi.
I ragazzi sono entusiasti e noi più di loro.

Quando lo spettacolo finisce sul palco rimangono Smilzo, GFeppetto e... i ragazzi a giocolare.
Maggiolina, Aureola e Farfuglia ooservano che è bellissimo vederli lì, rilassati, contenti come fossero alla festa di un centro di aggregazione giovanile.

Merenda con biscotti e tè marocchino.
Poi si balla, le ragazze detenute sono tutte da una parte e non intendono avere alcun contatto con i maschi, tranne una di loro, quella che era salita sul palco: De.
Ali. e D. tra un ballo e l'altro arrivano a parlare insieme, si vede che c'è simpatia tra loro, sono una bella coppia, ambedue rom rumeni... amori nati in carcere, che avvenire possono avere?
Ali. ci dice che parla volentieri con D. anche solo per avere qualcuno che cn cui scambiare qualche lettera e poi un domani chissà...

Quasi tutti i ragazzi si scatenano a ballare.
Ere. con To. fanno una esibizione di break dance, sono entrambi ottimi ballerini.
Altri ragazzi ballano con le volontarie dei Giullari di Dio e con le operatrici AICS.
To. ritrova sua moglie, è tra le ragazze detenute che fanno tapezzeria, gli agenti danno loro alcuni minuti per sedersi vicino e parlare.
Una coppia giovanissima ed entrambi sono in carcere, sia lui che lei già usciti e rientrati più volte.

Il DJ è un ragazzo di colore, mette la loro musica e il ballo è davvero un grande mezzo di comunicazione.
Alcuni ragazzi rimangono addossati al muro, non riescono a coinvolgersi, hanno la faccia triste. Un paio di loro sono appena entrati.
La maggior parte però, soprattutto quelli che hanno partecipato allo spettacolo, sono allegri e si divertono.

Alle 19.30 gli agenti chiamano per la cena, noi sistemiamo il materiale che Geppetto porta in macchina e poi raggiungiamo i ragazzi per cenare insieme.
Ali. a tavola tiene il posto per me e Smilzo, ci vorrebbe tutti con lui a tavola, dice che è la prima volta che mangiamo insieme e che sarebbe stato bello per lui averci tutti allo stesso tavolo, ma i posti per ogni tavolino sono pochi così restano con lui Smilzo e Aureola mentre Maggiolina e Geppetto vanno ad un altro tavolo.
A tavola si parla di opportunità, di articolo 21 (possibilità di lavorare fuori dal carcere e poi rientrarvi solo a dormire), di circo, dello spettacolo, di amore...
Ali. dice che lui non avrà mai una brava ragazza perché lui ragiona con il cuore e non è facile a chi ragiona con il cuore trovare un vero amore.
Lo rassicuriamo dicendogli che se ci crede troverà la ragazzache ragiona con il cuore come lui.
Oggi Ali. ha avuto un processo e lo hanno condannato a 6 mesi, ma ha già una condanna di un anno e mezzo... questo però oggi non conta perché oggi lui è stato l'artista di punta dello spettacolo CircoStanza ed è felice!

Mentre Aureola saluta Ang. prima di andare via, lui le dice: "Zia, ma quanto mi vuoi bene?" e Aureola gli risponde: "Tanto, gioia mia!" e lui: "allora abbracciami forte!"
Ed è con l'abbraccio a questo scugnizzo siciliano di 16 anni (è ancora un ragazzino e ha già un figlio di un anno, si fa forte di aver fatto 7 rapine ma poi come ogni ragazzo ha bisogno di affetto), che si conclude il Natale al carcere minorile di Torino.

lunedì 1 dicembre 2008

Circiostanza a Scuola - Torino

Progetto Circostanza Nichelino - TO
27 – 11 – 2008


I ragazzi arrivano con notevole entusiasmo, cercano i loro nasi, i loro pass. Alcuni arrivano in ritardo (i ragazzi di terza) e con più indolenza. Geppetto fa loro notare che l’abbigliamento in palestra e per la nostra attività dovrebbe essere più “consono”, meno pance di fuori e al posto degli anfibi sarebbe meglio avere le scarpe da ginnastica.L’attività inizia con la sigla “Circo immaginario”, i ragazzini di prima si coinvolgono facilmente i “grandi” di terza meno.

Gioco di energia: “Il mago dell’urlo e le vocali” vede coinvolti principalmente i ragazzi più “movimentati” : Er Cipolla, Ping-pong, mentre Miky Mouse non vuole partecipare, gli chiedo di farlo insieme e allora accetta e insieme gridiamo mentre lui cerca di acchiappare i compagni.
Sono contenta che anche se con me abbia comunque partecipato.Ho parlato con il suo insegnate di sostegno che mi ha detto che questo ragazzo ha problemi psichiatrici, ripetizioni di gesti ossessivi e poca attenzione (in classe di punto in bianco si alza e passeggia o fa mille domande all’insegnante). Solo da quest’anno è in cura psicologica e ha avuto un insegnante di sostegno. Ci sono stati già miglioramenti nel suo comportamento.Con noi ha cominciato da quest’anno a partecipare all’attività e sembra impegnarsi. Oggi imparerà a lanciare e riprendere il flowerstick.

L’attività prosegue con la catena “acchiappa clown”: chi viene toccato dal clown libero rimane immobile e chi viene toccato passando da lui, rimane “attaccato”.I ragazzi ci aiutano a sistemare il telone pista e si fa il rito di apertura (infilare il naso e dire il proprio nome camminando da robot). Segue il gioco “Orsetti duracell” sempre camminando da robot.

Yoga: respirazione, rilassamento e 2 esercizi. Sembra facciano una grande fatica a respirare con consapevolezza, senza che emergano reazioni di agitazione, ecc. Ho voluto insistere e farli stare seduti per almeno 2 minuti in silenzio. Alcuni sono riusciti da subito, altri (Er Cipolla, Smith, Smilzino, Ping Pong) con una grande fatica.

L’attività di giocoleria: palline con Geppetto e Flowerstick con Maggiolina. Miky Mouse impara a lanciare e riprendere il flower. L’attività di palline vede un paio di ragazzi che tendono a disturbare chi vuole imparare (Moffy e Smilzino) che dopo un po’ si sono seduti sulla scrivania a chiacchierare, Geppetto li ha rimessi in riga. Pallina invece era dispiaciuta di non avere imparato e mi sono dedicata a lei per qualche minuto fino a quando non ha preso il giro ed ha imparato la cascata a tre.

Chiudiamo consegnando foglietti sui quali i bambini devono scrivere le loro impressioni sull’attività, eccole (trascritte come sono state scritte):
“Mi piace questo Circostanza xché si imparano altre cose”

“Mi piace xkè sono tutti felici ma ci sono certi un po’ sciemi (1 po’ bambini”) – (Esalon)

“OK”

“Mi è piaciuto fare clauneria x ché ho imparato tante cose e soprattutto il rolabola” (Stella)

“A me piace il bastone e kiwido”

“Mi sto divertendo un mondo OK”

“Mi piace moltissimo stare insieme e ridere insieme” (CikCiak)

“Mi piace molto clownerie. Oggi ho imparato a giocare con le palline” (Gigio)

“Palline”

“W Circo-stanza una delle più belle attività che ci sia mai stata“ (Pinocchio)

“Questa lezione mi è piaciuta molto!!!!!” (TicTac)

“E’ troppo divertente e mi risparmio italiano! Senza nome”

“A me piacciono i devistic OK!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”

“Cara Maggiolina voglio usare monociclo” (Totò)

“Il laboratorio tutto sommato mi piace, ma credo che i giochi e le attività certe volte siano troppo da bambini piccoli! Ciao belli!!!”

“Mi piace moltissimo il Circo infatti questo anno ho chiesto io di venire!!!” (Ping Pong)

“Mi piace fare clownerie che si imparano cose nuove e mi piace imparare sempre cose nuove" (Miky Mouse)

“Ciau belli! Grazie mille x questa attività che ci fate fare!... scusate la scrittura… baci8 by Cipolilla”

“OK! Mi piace molto ”

“Voglio usare il monociclo” (Smilzino)

“Grazie ad Aureola sono riuscita a tirare tutte e 3 le palline” (Pallina)

“Ciceto … defistic palla e mi apiaciuto tuto”

domenica 30 novembre 2008

Circostanza a scuola

Circostanza a scuola

Scuola Media - Nichelino (TO)

La lezione di oggi si è svolta con tranquillità e partecipazione da parte dei ragazzi. Abbiamo notato che i ragazzini di prima sono più tranquilli e anche più attenti di quelli di terza che oggi sembravano avere qualcosa di cui discutere.
L’incontro è iniziato con la sigla del circo, al quale è seguito il gioco della corda “l’Orologio”: Geppetto stava al centro del cerchio e faceva roteare in senso orario e antiorario una corda con un grosso nodo al fondo. I ragazzi, appena arrivava la corda dovevano saltare. Il gioco era “ad eliminazione”, quindi chi si inciampava nella corda usciva.
Quindi è stata la volta del gioco del “saltare sotto la corda”: Farfuglia e Geppetto facevano roteare una corda e i ragazzi dovevano passarvi sotto, una volta arrivati dall’altra parte della corda, gridavano il proprio nome; lo stesso gioco variava gridando il nome di un compagno e chi veniva chiamato doveva passare sotto la corda, un’altra variante è stato il passare sotto a 2,3,4,5.
E’ seguito il “mettere la pista del circo”, i ragazzi ci hanno aiutato a stenderlo, quindi è stato loro consegnato il naso, un pennarello e una scheda sulla quale dovevano scrivere il loro nome, 3 cibi preferiti, 3 colori preferiti e 3 nomi clown preferiti. Lo scopo di questo esercizio era di far loro trovare il nome clown.
Abbiamo aiutato diversi ragazzi e ragazze a trovarlo, ed è stato singolare capire che avevano poca fantasia e poche idee, tuttavia siamo riusciti a far trovare i nomi a tutti i presenti, ecco i loro nomi:
Matteo: DRAGO – Martina: PINGPONG – Ilenia: TOPOLINA – Ivan: PINOCCHIO – Alessia: CICCIOBOMBA – Vincenzo: MOFFY – Sara: PENELOPE – Elison: ESALON –Luigi: BILLO – Mirko: SMILZINO – Simonetta: CIKCIAK – Daniele: PLUTO – Luca: SUPER – Marco: TOTÒ – Giuseppe: GIGIO – Samuele: BOING – Andrei: CICCETTO – Gabriele: TICTAC – Arianna: PINK.

Una volta tutti in possesso di nome clown abbiamo fatto il rito di “mettere il naso”: in cerchio ognuno faceva un passo avanti, diceva il suo nome claun e indossava il naso.
Successivamente sono arrivati Matteo e Michael e sono rimasti senza nome, sarà per la prossima volta!

Dopo i nomi abbiamo fatto 3 posture di Yoga per preparali all’equilibrismo, mentre io facevo svolgere ai ragazzi le tre asana: La mezzaluna, il triangolo e l’albero, Geppetto e Farfuglia preparavano il percorso di equilibrismo che consisteva in: passaggio sulla corda distesa a terra, salita su un cavalletto e attraversamento, passaggio su trucioli di legno, percorso tenendo in equilibrio sulla mano un bastoncino, salto dentro gli anelli a terra e arrivo.
Per quanto riguarda lo yoga, mi sono accorta che la maggior parte di loro non sapeva come respirare e inspirava profondamente con sforzo, altri non riuscivano a afferrarsi le caviglie, altri si piegavano con fatica. Devo studiare esercizi per aiutarli a respirare e muoversi per acquisire armonia.

Il percorso di equilibrismo lo hanno svolto bene praticamente tutti.
Andrei è fantastico, lui partecipa a qualunque esercizio e si sforza di fare tutto al meglio. Luca quando non capisce mi viene vicino e mi chiede, dobbiamo ricordarci di spiegargli le cose direttamente solo a lui, guardandolo in faccia, dato che non sente. Per la ricerca del nome claun Luca sembrava triste di non sapere cosa fare, ma poi guardando quanto ci tiene a fare le cose bene e a primeggiare gli ho suggerito “Super” e gli è piaciuto.

Al termine dell’attività Michael è venuto a dirmi che oggi lui aveva fatto poco (è arrivato tardi per via di una verifica in classe), ma gli ho fatto notare che aveva fatto gli esercizi di equilibrismo e questo andava bene. Abbiamo notato con Geppetto che Michael quest’anno sembra migliorato e dimostra più voglia di fare.

Un bambino di prima, Matteo, sembra parecchio spaesato, sarà meglio capire se per timidezza.
Avremmo dovuto fare il rito del “togliere il naso”, ma non c’è stato tempo, così abbiamo messo le schede delle emozioni al centro pista e ognuno di loro ha scelto quella che lo rappresentava, anche se non sappiamo se hanno scelto o se per la fretta hanno preso la prima che trovavano.

L’attività è finita 20 minuti prima perché c’era una uscita di classe per uno spettacolo teatrale.

martedì 11 novembre 2008

CircoStanza - Ferrante Aporti - Torino

Progetto Circostanza Carcere minorile Ferrante Aporti - Torino

10–1 1 – 2008

Gruppo Libeccio (ragazzi appena entrati)

Mentre cerco una musica da mettere arrivano i ragazzi, un ragazzo mi abbraccia e mi da un bacio mentre sono voltata, è Nl. è tornato, non so se è scappato dalla comunità o se ha commesso un nuovo reato, ma è di nuovo qui… Mt di Genova entra e inizia a giocolare, è veramente bravo con qualunque attrezzo e passa con disinvoltura dalle palline al diabolo. Chiede di Smilzo e si dispiace che non ci sia il suo “allenatore personale”.
Nl appare nervoso, prende e usa gli attrezzi soprattutto il rolabola o i pedalò, ma con posa attenzione e rischiando di farsi male. Il suo esempio lo segue anche un altro ragazzo marocchino che cade… decidiamo di togliere i rola-bola per evitare incidenti.
Mt va per conto suo, quindi noi ci dedichiamo agli altri ragazzi, Maggiolina ad un ragazzo marocchino che è anche lui un “rientro”, Geppetto fa passing con gli anelli e io insegno la cascata base a tre palline al ragazzo italiano , il quale, nonostante mi dica subito: “io non ci riesco”, impara e poi è stupito lui stesso. Prosegue l’opera Geppetto, mentre Maggiolina con i devil coinvolge l’altro ragazzo marocchino Ognuno chiede una musica diversa e io saltando da un brano all’altro, cerco di accontentare tutti. Mentre sistemo gli attrezzi sul mobile sento che qualcuno “bussa” da dentro, apro il mobile di ferro e dentro c’è un ragazzo marocchino, che se non sbaglio era stato già al Ferrante quando era più piccolo. Ride, è un bel ragazzo, compirà 17 anni tra tre mesi, mi dice, e mi stupisce perché inizia a parlare rimanendo rannicchiato dentro l’armadio: “vedi, stare qui dentro è come quando sono arrivato in Italia, chiuso dentro un camion, tre giorni di viaggio e ho mangiato solo qualche biscotto. Lì ci sono degli uomini che organizzano questo viaggi e tu parti, chiuso dentro un camion e poi attraversi il mare e arrivi in Francia e poi da lì in Italia. Io avevo 14 anni” Prosegue e capisco che ha voglia di parlare, mi abbasso e lo ascolto, lui rimane sempre rannicchiato dentro l’armadio. “Sono arrivato qui e non c’era nessuno che conoscevo, mia madre e la mia famiglia non la vedo da tre anni, e non la sento al telefono da tre mesi. In tre anni che sono qui sono stato sei mesi in carcere. Prima non avevo la testa di capire cosa stavo facendo, sono arrivato a guadagnare anche 500 € al giorno spacciando, ma ora la mia testa è cambiata, ora voglio un lavoro, voglio andare in comunità, riabilitarmi, voglio guadagnare anche poco, ma essere pulito. Ho capito che questi soldi facili sono sporchi e che se fai del male a qualcuno spacciando poi questo male ti ritorna e tu non sei felice. Vuoi comprarti cose, spedire i soldi a casa, ma poi stai in galera e non ti godi niente. Mio padre me lo diceva di non fare soldi senza che ti cade acqua dalla fronte. I soldi che sono buoni sono quelli che tu guadagni con il lavoro dove ti cade acqua dalla fronte. Ho giurato a mia madre che non spaccerò più e da quando gliel’ho giurato, anche quando sono scappato e sono rimasto libero, non ho più spacciato.”
Lo guardo negli occhi, sorride, è convinto di quello che sta dicendo, e rimane sempre lì dentro l’armadio, rannicchiato, lui che è un bel ragazzo alto… continua dicendomi: “Qui se fosse di legno potrebbe essere una bara, potrei essere morto e se continuo così posso anche morire giovane.”
Gli parlo dicendogli che mi fa veramente piacere sentirlo parlare così e vederlo così convinto. Mi dice che fino a qualche tempo fa non la pensava così, ma che ora gli si è aperto qualcosa nella testa e ha capito di aver buttato via la sua vita e non vuole continuare a farlo.Lo invito ad uscire dall’armadio, sorride ed esce…
Non so se è perché mi ha sentito parlare con il compagno o se per “caso”, ma mentre mi avvio a sistemare la musica, mi si avvicina un altro ragazzo, nuovo. Ha una tuta nera, i capelli tagliati molto corti, è alto e ha un bel fisico, una faccia da bambino, ma ha già compiuto 18 anni, mi dice.Si siede sul tavolo e inizia a parlarmi, mi dice che è nato in Marocco da genitori marocchini, ma che ha vissuto tanti anni in Italia e prima in Svizzera. Ha conseguito la licenza di terza media e poi ha frequentato due corso professionali di tornitore e di meccanico e che ha lavorato come meccanico per qualche mese.
Mi dice di non aver commesso il reato per cui è dentro e che la persona che era stata derubata lo aveva visto con un gruppo di ragazzi che lui frequentava e ha pensato erroneamente che anche lui fosse coinvolto.
Gli faccio notare che in base alla compagnia di amici che scegli di frequentare corri dei rischi e lui conviene con me che è vero.
Prosegue dicendomi che essere in galera è comunque una esperienza anche se non è una bella esperienza, comunque impari che è meglio vivere lavorando e che bisogna trarre insegnamento che tagliarsi non è una soluzione. Aggiunge che anche lui a suo tempo si è tagliato, ma ha capito di aver sbagliato.
“Io verrò a lavorare con voi” ci dice, Maggiolina gli risponde che può iniziare a imparare l’uso degli attrezzi e lui risponde: “non è necessario che io sappia usare questi attrezzi, io sono un ragazzo e posso parlare ai ragazzi della mia età, ciò che conta è creare una relazione”.
Continua dicendomi che se lavori aiutando gli altri, Dio ti aiuta. Confermo quanto dice e gli racconto che anche io ho passato un momento difficile nella mia vita che poi si è trasformato in esperienza che mi ha portato ad occuparmi degli altri. Gli dico che ora, ad esempio, si è creata tra noi una relazione e per me lui non è più uno sconosciuto, quindi mi capiterà di pensare a lui e di pregare per lui.
Lui è commosso, ha gli occhi lucidi, mi prende la mano e mi ringrazia.

L’attività anche per oggi è finita e io mi sento più ricca di quando sono entrata.

Aureola